
Sono dette
materie plastiche quei materiali artificiali con struttura macromolecolare che in determinate condizioni di temperatura e pressione subiscono variazioni permanenti di forma.
Le gomme, pur avendo chimicamente e tecnologicamente molti punti di contatto con le materie plastiche, non sono normalmente considerate tali.

La plastica non può essere riciclata con facilità, in quanto il costo di rilavorazione è molto superiore al costo di produzione di plastica nuova, e le numerosissime plastiche presenti sul mercato non possono essere mescolate fra di loro. Un circolo vizioso da cui è difficile uscirne.
Nel "sistema a riciclaggio", però, le plastiche sintetiche di origine petrolchimica sono sostituite a monte con le bioplastica. Questi nuovi materiali, di origine vegetale, hanno il vantaggio di produrre una combustione meno inquinante, o di essere più biodegradabili (alla normale azione degli agenti naturali) se rilasciate nell'ambiente o in discarica.

Il tempo di decomposizione è di una trentina d'anni contro i 1000 richiesti dalle materie plastiche. Le plastiche bio attualmente sul mercato sono composte di amidi o loro derivati e, oltre ad essere organici col vantaggio della biodegradabiità, hanno il pregio di non rendere sterile il terreno sul quale vengono depositati.
Ciò consente di ricavare compost fertilizzante dai contenitori bio e di impiegarli in pellicole per l'agricoltura e per le serre.